|
4. Le stuccature e qualche
piccola integrazione sono state eseguite con una malta a base
di grassello di calce stagionato, polveri di marmo di
diversa granulometria secondo
necessità ed in alcuni casi sabbietta
Ticino.
Nelle due grandi scene, Natività ed Epifania, sono state
sigillate tutte le microfenditure
createsi nelle giunzioni delle giornate.
5. Il ritocco pittorico e' stato differenziato in due modalità
di intervento: "velatura" e "rigatino".
Sono stati utilizzati esclusivamente pigmenti che garantiscono
alta stabilità quali acquarelli "Winsor
& Newton" e una percentuale minima di fiele di bue
naturale per consentire una più facile coesione tra pigmento
e superficie, il tutto mantenendo le caratteristiche
fondamentali di reversibilità.
Il ritocco a velatura si e' reso
necessario sui fondi degli angeli della cupola per
ripristinare la cromia originale con effetto dorato; qui,
seguendo come traccia la base originale su cui e' stata stesa
la doratura, si e' utilizzata una "terra d'ombra
bruciata" che ha dato un'ottima resa estetica; altre
velature sono state necessarie per ripristinare i fondi blu di
Profeti ed Evangelisti che si presentavano particolarmente
lacunosi.
Come per i fondi degli angeli anche qui il colore originale ha
fatto da guida per la stesura delle velature, ma in questo
caso il rispetto delle tracce che si differenziavano molto da
figura a figura ha creato il risultato estetico di una cromia
leggermente diversa per ciascun fondo.
Il ritocco a rigatino e' stato
eseguito un po' ovunque su tutte le figure che necessitavano
questo tipo di intervento.
Nei cartigli dorati dei profeti e'
stata eseguita una "astrazione cromatica" per
consentire la lettura a distanza dell'effetto oro.
Sugli angeli della cupola e' stato
eseguito un ritocco in "selezione cromatica" su
alcune delle vesti mentre nelle figure dei profeti un ritocco
in "selezione cromatica" sulle vesti e un rigatino
leggero a stesura unica, per abbassare il contrasto tra
pellicola pittorica e lacune, nei volti particolarmente
danneggiati.
Un'altra zona dove questa tecnica e'
stata adottata riguarda il leone di S.Marco;
essendo fortemente lacunoso e' stato necessario spegnere il
contrasto tra le piccole tracce di colore ed il bianco della
superficie senza però intervenire con una ricostruzione.
Nel catino absidale particolarmente interessata al ritocco in
"selezione cromatica" e'
stata la vela riguardante S. Giovanni in quanto
particolarmente segnata dalle infiltrazioni; questa e' infatti
la zona che ha dato la più alta percentuale di solfati
presente nelle acque di lavaggio, percentuale abbondantemente
precipitata dopo l'applicazione degli impacchi desalinizzanti.
Altro ritocco in selezione e' stato
eseguito in tante piccole aree che riguardano le altre due
vele del catino, le Sibille, gli Evangelisti e le due grandi
scene del presbiterio.
|