Restauro e Conservazione
Beni Artistici e Culturali
  Restauro                     VILLA CASATI  STAMPA - CINISELLO BALSAMO, MI (XVII SECOLO)
























Stato di conservazione prima dell'intervento
Rammentiamo che la decorazione ad affresco nel salone dei ricevimenti al piano terra che riveste interamente le pareti, dal pavimento al soffitto, è la sola pervenuta integra fino ai giorni nostri; tutte le altre sale e i saloni della villa hanno conservato unicamente la fascia di intonaco che raccorda le pareti al cassettonato ligneo.
La superficie risulta molto variabile in altezza, in quanto il limite imposto alle superfici originali è stato determinato dalle caratteristiche stilistico-iconografiche della decorazione stessa che probabilmente erano leggibili nei secoli in cui la villa ha subito lavori di adattamento e ristrutturazione.
Va ricordato anche che alcune sale presentano un pregevole “ciclo”di affreschi che va ben oltre la semplice decorazione e che è stato attribuito dalla Dott.ssa Simonetta Coppa al pittore Agostino Santagostino di cui si trovano le cifre in calce al dipinto raffigurante il “temperamento melanconico”.
Queste sale sono quattro di cui tre al piano terra e una al piano nobile; la sala adiacente al salone dei ricevimenti presenta il ciclo dedicato alle imprese di Alessandro Magno,seguita dalla sala con i “ temperamenti umani”; l’ ultima sala presenta alcune “vedute con rovine architettoniche” con putti e decorazioni floreali parimenti la sala corrispondente al piano nobile.

La situazione conservativa evidenziava un maggior degrado al piano nobile poiché le infiltrazioni piovane hanno, creato qualche problema in più rispetto alle sale del piano terra.
La superficie pittorica era diffusamente coperta da un leggero strato di particellato atmosferico con depositi di polvere e smog che alteravano la naturale vibrazione cromatica; in alcune aree erano ben visibili i segni delle colature da infiltrazione con efflorescenze saline di non grave entità e soprattutto stabilizzate ormai nel tempo.
Alcune brutte spugnature, segno evidente di qualche frettoloso intervento eseguito in tempi non troppo remoti, accompagnavano altrettanto brutte ridipinture trovate un po’ovunque; va precisato che la situazione verificatasi nel salone dei ricevimenti * non ha avuto alcun riscontro, fortunatamente, in nessuno dei saloni presi successivamente in esame. 

* (strato di biacca su tutta la superficie - ridipintura totale degli elementi decorativi)

Le ridipinture più interessanti erano presenti nel ciclo dei “temperamenti umani”ed erano state apposte per coprire le nudità; scollature troppo abbondanti e seni nudi delle cariatidi erano stati completamente coperti da panneggi e modifiche degli abiti.
La pessima qualità di queste ridipinture, nonché lo stato di degrado dei materiali utilizzati (tempere ormai abbondantemente pulverulente) non ha messo in dubbio fin dalle prime ricognizioni la decisione di rimuoverle.

Gli intonaci presentavano una situazione di grave distacco dal paramento murario, dovuta presumibilmente alla natura stessa delle malte originali che sembravano, ad un’analisi esclusivamente visivo-tattile, piuttosto “magre”. Alcune aree presentavano distacchi particolarmente evidenti e addirittura qualche “spanciamento.” 
La natura “magra” delle malte può avere determinato la cattiva adesione e coesione tra materiali, inoltre i numerosi interventi subiti dalle strutture, con abbattimenti e ristrutturazioni, ha sicuramente contribuito.
Non è risultata in modo particolare, invece, alcuna relazione tra le infiltrazioni piovane ed un eventuale degrado materico dei materiali costitutivi. L'unico danno evidente era il classico depauperamento della pellicola pittorica a causa dei cicli di ricristallizzazione salina e dei conseguenti depositi superficiali, mentre il forte distacco presente nella sala di "Alessandro Magno" particolarmente evidente a causa del notevole "spanciamento" è stato forse causato dalla presenza di una canna fumaria.
 
 

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