Restauro e Conservazione
Beni Artistici e Culturali
  Restauro                     CERTOSA  D GAREGNANO - MILANO (XVI SECOLO)




Stato di conservazione prima dell'intervento
Gli affreschi durante una prima ispezione presentavano un buono stato di conservazione. La seconda indagine effettuata in modo più accurato, grazie al ponteggio montato rapidamente in concomitanza dell'inizio lavori, confermava il buono stato generale delle pitture salvo alcune zone ben delimitate interessate ad un fenomeno di infiltrazione piovana con conseguente deposito di efflorescenze saline sulla superficie nonché di disgregazione della pellicola pittorica.
L'aderenza dell'intonaco si e' rilevata ottima ad eccezione delle aree già interessate ai fenomeni di infiltrazione piovana. Le superfici degli affreschi presentavano nella loro totalità l'offuscamento tipico dovuto ai depositi di particellato atmosferico e nerofumo nonché numerose ridipinture inoltre e' stata individuata la presenza di trattamenti presumibilmente protettivi apposti nei restauri precedenti.
 
I lavori di restauro hanno anche dato modo di individuare alcune caratteristiche della tecnica esecutiva; gli affreschi denotano grande abilità e rapidità di esecuzione, in quanto se si escludono le grandi scene piuttosto sature di personaggi, sono stati eseguiti con ampie giornate che, salvo qualche ripensamento, abbracciano totalmente i singoli soggetti quali angeli della cupola, profeti, sibille ed evangelisti. Nel catino absidale troviamo invece due giornate con una singola giunzione nel S. Giovanni e nella Vergine, e quattro giornate nella Crocifissione. Tutte le figure presentano disegno preparatorio inciso mentre la fascia decorativa con putti alati e ghirlande reca evidenti tracce di spolvero.
 
E' stata individuata anche la decorazione ad affresco che precede l'opera del Peterzano in alcune lacune "a vista" nell'ordine dei Profeti e nei punti di contatto tra l'intonaco che circonda le finestre e la cornice del marcapiano. Gli stucchi occupano ampio spazio nel presbiterio rispetto alla navata della chiesa, ma l'equilibrio tra pittura e modellato e' di grande suggestione. Lo stato di conservazione, come negli affreschi, era discreto salvo alcune zone interessate a fenomeni di efflorescenze saline molto evidenti.
 
Dal primo ordine all'ultimo le superfici si presentavano offuscate dalla stesso deposito di polvere e nerofumo che ricopriva gli affreschi ma che in questo caso era più spesso e consistente a causa dei numerosi punti d'appoggio che i volumi offrono rispetto alle pareti. C'e' da sottolineare la presenza di una pesante ridipintura a base di tempera acrilica (apposta quindi in epoca recente) che rivestiva interamente le superfici dall'ordine degli Evangelisti fino a terra.
Durante l'intervento sono emersi numerosi perni in ferro, integrazioni e sigillature in malta, segno evidente di interventi precedenti, e qualche distacco di alcuni elementi decorativi. Molto singolare nella tecnica esecutiva l'utilizzo di cordini incerati come armatura degli elementi aggettanti a tutto tondo.
 
 

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